Ossia 133 anni dalla promulgazione di Non Expedit, bolla con cui papa Pio IX diceva "non conviene" che i cattolici facciano politca, perchè il bene dello Stato laico non può conciliarsi con la fedeltà alla Madre Chiesa.
Ieri (marzo 2007) ai politici italiani è giunta una lettera della Cei che, in pratica, dice: un cattolico, se fa politica, deve farla secondo le linee guida volute dal Vaticano e non si deve azzardare (il tono è un po' questo) a legiferare su cose sgradite alla Santa Sede, tipo le coppie di fatto o la bioetica. Il cattolico ha in pratica il preciso dovere di votare le leggi tenendo in mente solo la parte cattolica del Paese, scientemente tagliando fuori chi la pensa diversamente - laico o di altre religioni che sia. Anzi, per quanto possibile, "cattolicizzare" sempre più la società, come baluardo di difesa verso la (loro) crisi.
Con buona pace di un secolo e mezzo di storia di laicismo dello Stato (per non parlare di secoli di storia del libero pensiero, da Galileo a Voltaire e via dicendo)...
Comunque, la Chiesa è Chiesa è fa il suo mestiere. La domanda che mi assale è piuttosto: quand'è che ci libereremo di quei politucoli di merda che, privi di un'idea e di uno schema di valori proprio, per accattivare voti si mettono addosso l'etichetta di cattolico, che fa tanto "rassicurante dc" nell'urna elettorale (e rivolgendosi del resto ad un popolo di votanti che, diciamocelo, vota con il senso critico e la riflessione di un infante...)?
Mi sa che Ratzi ha ragione - a parte il perentorio ordine ed il tono arrogante con cui i suoi si sono rivolti alle istituzioni di uno Stato, quello Italiano, fino a prova contraria libero e sovrano (ma questo ultimamente va di moda, domandate a Condy Rice...). Coerenza vuole che se uno (politico o no) si proclama cattolico, poi lo sia al 100%, pigliandosi tutti i relativi dictat. Dalla moralità privata all'accettazione del dovere di ubbidienza e dell'infallibilità pontificia. E se tutto quel branco di "cattolici fai da te", di gente che "parla bene e razzola male" che popola il Parlamento fosse costretto a decidersi una buona volta se "con Ratzi o di testa propria", magari questo Paese farebbe un passo avanti...