martedì, 25 marzo 2008

pirano5Specie in una Pasquetta che non prometteva granchè, con una giornata tersa (mentre sulla mia regione infuriava una cappa nera di pioggia e uggia). Con alcuni vecchi e cari amici. Con una gran sbafata di pesce alla griglia (ottimo il rombo) e molluschi assortiti (datteri compresi, anche se lo so che non si dovrebbe...), con sughetto molto agliato ma squisito, patate insalata e fresco vinello bianco - il tutto condito da piacevole chiacchierata. E con passeggiata in cima alle mura della città, da cui ammirare splendida vista sul golfo di Trieste.

Dovrei ricordarmi più spesso di quanto può far bene una boccata d'ossigeno...

 

postato da: DaisyTheCat alle ore 12:44 | Permalink | commenti (7)
categoria:belle persone, pappa, posti, come butta
giovedì, 21 giugno 2007

Causa clima di merda, umore di merda e lavoro incasinato (ovviamente di merda...) attualmente impegnata nell'opera di auto-seppellirmi viva in casa, disposta ad uscire di casa solo per (in ordine di priorità...):

a) procacciare sigarette;

b) procacciare cibo (ma meglio se passa la mamma a portare la verdura fresca del contadino di fiducia ed il latte di latteria...);

c) portare fuori spazzatura quando più volte al giorno per evitare miasmi

d) venire in ufficio il minimo umanamente concepibile per non essere cacciata, per compiere in tempo record quante più operazioni possibili tra quelle che non posso espletare sul portatile di casa (così ancora per un paio di giorni, poi dovrò seppellirmi qua dentro...)

Ergo, sto lontana dal pc. E quindi dalla blogosfera. Tanto, peraltro, non avrei nulla di granchè significativo o positivo da raccontare, zio can...

Tuttavia, non posso non segnalare questa cosina apparsa qui e qui... Bravi, eh?

postato da: DaisyTheCat alle ore 17:23 | Permalink | commenti (12)
categoria:belle persone, come butta
giovedì, 24 maggio 2007

E' tutto il giorno che scanso Milanisti. Manco Ronaldinho dribla così... Ma mica li sopporto, con quelle facce tronfie e gongolanti (specialmente di fronte ad una dichiarata Gobba...).

Ed ora, a fine giornata, ricevo un sms dalla Spagna del mio adorato amico Juan - l'unico essere umano con cui so di poter condividere l'appartamento senza che mi appaiano istinti omicidi. Che non si faceva sentire da un po', ma che ha deciso (proprio stasera) che doveva farmi sapere che comprendeva e condivideva il disgusto per quella specie di finale di ieri sera e relativo esito (Real Sociedad e Valencia lui, Juve io, comune insofferenza genetica per Milan, Liverpool e Real Madrid)...

Ok, Juan! Non sai che felice sono di sentirti. E sono commossa tu voglia condividere con me il comune dolore... Ma lo capisci o no che oggi NON VOGLIO SENTIR NOMINARE QUELLA SQUADRACCIA IN ROSSO-NERO???

PS. Lo so, lo so... Non sono sportiva per niente. Ma dopo un anno di B (solo a noi, mentre loro, che telefonavano agli arbitri, a giocare la Champions...) posso tranquillamente dirlo: chissenefrega...

postato da: DaisyTheCat alle ore 19:31 | Permalink | commenti (15)
categoria:belle persone, come butta
mercoledì, 23 maggio 2007
... oggettivamente sono un'età magnifica...
postato da: DaisyTheCat alle ore 11:28 | Permalink | commenti (8)
categoria:belle persone, come butta
martedì, 22 maggio 2007

Rimando allo SCOOP del giorno! Protagonista una giovane blogger e la sua anima gemella. Da parte mia, un pizzico di commozione (ora non potrò mai più mangiare anatra con la stessa serenità d'animo...)

postato da: DaisyTheCat alle ore 12:42 | Permalink | commenti (8)
categoria:belle persone, come butta, schizzofrenia
mercoledì, 16 maggio 2007

Da piccolo eri un amore: viziato, capriccioso e tirchiarello, ma comunque un bellissimo cherubino. L'unico bimbo con cui sapevo di poter sempre giocare. Anche quando si cambiava città e mi ritrovavo senza più amichetti, tu c'eri sempre, anche se qualche volta facevi qualche capriccio di troppo e facevi incazzare la mamma e il papà (la MIA mamma e il MIO papà, perchè - che cazzo - c'ero prima io!). Però in fondo non eri affatto male: mi seguivi ovunque, facevi tutto quello che volevo io e c'avevi quei bei ricci e quelle guanciotte che adoravo strizzare...

Poi non so che è successo. Un giorno ho scoperto che eri più alto e più grosso di me, che quando giocavamo a "catch" cominciavi a vincere tu, che cominciavi a rimbeccare - l'impunito...

E peggio. Ad un certo punto mi giro e - paff! - in cherubino non c'è più, ed al suo posto un cavernicolo di un metro e 90, un esempio perfetto di "cinghialone del Collinare" beone e vedranissimo, che tormenta mamma e papà (ribadisco la MIA mamma e il MIO papà) senza dare minimamente cenno di voler andarsene fuori casa (c'hai 34 anni, cazzone!). Uno che ne ha combinate di tutti i colori... Guarda che me le sono segnate tutte... Tipo quella volta che sei sparito 4 giorni senza dire dove minchia eri e poi hai telefonato come un santarello dicendo "Sono a Pistoia Blues, che avete da rompere i coglioni?"... O quando io e papà siamo dovuti salire in macchina per venire a prenderti a Stoccarda, dove tu - solito mona - ti sei fatto inculare i soldi dal titolare che t'ha piantato lì come un fesso... A proposito, credo tu mi debba ancora un paio di deca... E vogliamo parlare dei mesi di trazione in ospedale quando ti sei spattacciato in moto...?

Uno che c'ha triturato i coglioni a tutti con i Doors e Janis Joplin (piacciono anche a me, ma minchia, va indenant par plasè...). Uno che si rasa a zero perchè al posto di quei bellissimi riccetti c'ha una misera coroncina di capelli (come il nonno, in effetti) e svariate cicatrici da uso improprio di mezzo a due ruote. Uno che ha sentito il bisogno di tatuarsi delle emerite vaccate su braccia e schiena (ammettilo, uno o due sono carini, ma la faccia dell'indiano con sotto tutti i tuoi nei sembra un Bruno Vespa in acido...).

Insomma. Ogni tanto penso a quel film in cui i baccelloni scesi dallo spazio rapiscono gli esseri umani e ne prendono il posto, e mi convinco che a te deve essere successo qualcosa del genere...

Poi però ripenso al mio cucciolo. E al suo cuore tanto grande e a quel carattere spesso fragile, capace di slanci pazzeschi (per me inconcepibili) e di sorprendenti generosità, ma troppo spesso indifeso per eccesso di fiducia nella vita. Allora, anche se ne farei volentieri a meno, mi scappa la sindrome da sorella maggiore e proprio non posso fare a meno di urlare:

TI VOGLIO BENE, FRATELLO STRONZETTO!

postato da: DaisyTheCat alle ore 16:33 | Permalink | commenti (7)
categoria:belle persone, come butta
giovedì, 26 aprile 2007
Le mie più sentite ed affettuose congratulazioni a quest'uomo e alla sua compagna per l'arrivo della piccina. Che peraltro stava tenendo mezza blogosfera in suspance... Benvenuta benvenuta!
postato da: DaisyTheCat alle ore 13:57 | Permalink | commenti (3)
categoria:belle persone, come butta
sabato, 16 dicembre 2006

clay_regazzoni4Grazie.

Per le emozioni e per l'esempio...

 

postato da: DaisyTheCat alle ore 12:17 | Permalink | commenti (6)
categoria:belle persone
giovedì, 28 settembre 2006

"Un saluto solare per questa giornata stupenda. Ciao gnocca"

Questo è stato il mio buongiorno, ricevuto stamane via sms da un carissimo amico (e nota blogstar furlandese) di cui non avevo notizie da qualche giorno. La giornata che mi aspetta farà probabilmente molto schifo. Ma con un pensierino così carino come sveglia posso dire di essere uscita di casa con un bel sorriso stampato in faccia. Grazie, Lomuccio...

postato da: DaisyTheCat alle ore 14:46 | Permalink | commenti (14)
categoria:belle persone, come butta
venerdì, 15 settembre 2006

fallaciCara Oriana,

   perdonami questo irriverente tu – mi arrogo d’imperio il diritto ad applicare la regola non scritta che tra colleghi giornalisti si usa così. Suona tremendamente presuntuoso, dato che io e te stiamo al giornalismo come l’ultima delle sartine e Coco Chanel stanno alla moda. Ma innanzitutto ormai ti sfido a dissentire. E in seconda battuta, se ho scelto questo mestiere – il più strano, divertente, frustrante ed entusiasmante del mondo – parte è pure colpa tua. Quindi cuccati le tue responsabilità…

   Dico che è colpa tua (oltre che delle mie attitudini naturali) anche perché se non fosse stato per te e per qualche altro esempio celebre, forse avrei seguito strade più friulanamente consuete, ed ora magari sarei una diligente impiegata con marito, figli e mutuo. Niente rimpianti, per carità. Che non suoni come voler scaricare responsabilità.

   Tuttavia è un fatto oggettivo. Tu, per chi ha scelto questa professione, sei (o dovresti essere) un gran punto di riferimento. Per la tua prosa, innanzitutto. Così asciutta, scarna ed immediata, ed allo stesso tempo così incisiva, efficace ed evocatica. Per me – geneticamente prolissa – il tuo stile cosi, lasciamelo dire, giornalistico, rimane un modello a cui tendere sempre. Con patetici risultati, magari, ma sempre un obiettivo.

   Ma soprattutto per la tua affermazione secondo cui in ogni tuo pezzo od inchiesta hai lasciato un pezzo d’anima. Per quella capacità di vivere ogni cosa con partecipazione e dedizione. Con entusiasmo, direi. Cosa che ormai – in questi tempi di appiattimento generale – è merce così rara.

   Questa tua vocazione a vivere tutto con passione e coinvolgimento è una lezione importante per me. Una lezione che probabilmente dovrebbe travalicare i confini dell’etica professionale e divenire regola di vita. Non ho mai sopportato la mediocrità, il compromesso inteso come mettere in discussione i principi (e non casomai nella sua accezione migliore di punto di incontro figlio del confronto).

   Benedetto sarebbe il mondo se tutti fossero genuinamente convinti delle proprie idee, se i pecoroni che si bevono le frasi fatte cadute dall’alto divenissero finalmente fuori moda. Pasolini e Brecht – due autori da me molto amati e troppo spesso strumentalizzati da questa o da quella ideologia – non si sono mai stancati di predicare (temo inascoltati) che il diritto-dovere più prezioso dell’uomo sia il pensare con la propria testa, anche a costo di subire le conseguenze di posizioni impopolari o scomode.

   Ebbene, secondo me, tu – come donna e come professionista – hai saputo mantenere fede a questo atteggiamento fino in fondo. E per questo godrai per sempre della mia stima e del mio affettuoso ricordo.

   Poi, per parlaci chiaro, specialmente nell’ultimo periodo della tua vita ne hai sparate un paio grosse. Lucida e acuta come sempre nell’analizzare i dati di partenza, hai finito per approdare a delle conclusioni che per me dire sbagliate è poco. A leggere i tuoi libri più recenti ti confesso che mi sono proprio incazzata, e che mi sarebbe proprio piaciuto mettermi a controbattere punto su punto le tue tesi. Non riesco francamente a perdonarti come hai preferito identificare un nemico piuttosto che focalizzare le tue invettive verso il male che noi stessi ci portiamo dentro. Un po’ ci hai provato, ma purtroppo l’impressione generale che hai saputo evocare è solo quella negativissima dell’essere “contro” qualcosa. Da te avrei preferito che – piuttosto che accanirti verso un generico "male" – arrivasse un monito più forte all’introspezione verso le nostre stesse colpe. E magari un incoraggiamento a trovare una possibile via di dialogo.

   Questa, comunque, non è le sede per mettersi ad entrare nel campo dei contenuti. Come ti ho detto, mi sarebbe piaciuto incontrarti faccia a faccia, discutere, argomentare ed all’occorrenza incazzarmi. Cosa che comunque avrei fatto sapendo di trovarmi di fronte ad un’avversaria alla quale riconoscere l’onore delle armi, verso la quale l’animosità sarebbe stata sanguigna e genuina proprio perché fondata su una dialettica onesta e su una grande stima. Quella che ci dovrebbe essere tra persone davvero libere e pensanti.

   Non so come la vedevi tu, ma questo buonismo imperante, questo “politically correct” a tutti i costi (che appena viene intaccato è però capace magicamente nella più becera rissa da stadio, fondamentalmente e profondamente irrispettosa delle diverse possibili visioni), mi lascia un grande amaro in bocca. E ben venga chi – sia pur in totale disaccordo con le mie tesi – ha il coraggio delle proprie opinioni. Troverò sempre più stimolante una persona degna con cui litigare che un'ameba con cui ciarlare del nulla...

   Montanelli – che non credo fosse in cima alla tua lista ideale, ma che comunque nel nostro mestiere aveva da dire la sua – diceva che “il giornalista che tenta di essere imparziale ed asettico a tutti i costi è soltanto un imbecille”. Secondo me in te c’è l’esempio più fulgido di questa definizione: giornalista imparziale fino in fondo nella raccolta dei dati, “pasionaria” fino all’estremo nella loro analisi. Questa è la lezione che come giornalista (e come donna) spero di aver imparato da te.

   Fai buon viaggio.

Margherita

postato da: DaisyTheCat alle ore 17:01 | Permalink | commenti (14)
categoria:belle persone, italiaaaaa, come butta