venerdì, 30 marzo 2007

... stamattina il mio cervello rifiuta di accendersi....

postato da: DaisyTheCat alle ore 10:41 | Permalink | commenti (4)
categoria:come butta
venerdì, 30 marzo 2007

Ossia 133 anni dalla promulgazione di Non Expedit, bolla con cui papa Pio IX diceva "non conviene" che i cattolici facciano politca, perchè il bene dello Stato laico non può conciliarsi con la fedeltà alla Madre Chiesa.

Ieri (marzo 2007) ai politici italiani è giunta una lettera della Cei che, in pratica, dice: un cattolico, se fa politica, deve farla secondo le linee guida volute dal Vaticano e non si deve azzardare (il tono è un po' questo) a legiferare su cose sgradite alla Santa Sede, tipo le coppie di fatto o la bioetica. Il cattolico ha in pratica il preciso dovere di votare le leggi tenendo in mente solo la parte cattolica del Paese, scientemente tagliando fuori chi la pensa diversamente - laico o di altre religioni che sia. Anzi, per quanto possibile, "cattolicizzare" sempre più la società, come baluardo di difesa verso la (loro) crisi.

Con buona pace di un secolo e mezzo di storia di laicismo dello Stato (per non parlare di secoli di storia del libero pensiero, da Galileo a Voltaire e via dicendo)...

Comunque, la Chiesa è Chiesa è fa il suo mestiere. La domanda che mi assale è piuttosto: quand'è che ci libereremo di quei politucoli di merda che, privi di un'idea e di uno schema di valori proprio, per accattivare voti si mettono addosso l'etichetta di cattolico, che fa tanto "rassicurante dc" nell'urna elettorale (e rivolgendosi del resto ad un popolo di votanti che, diciamocelo, vota con il senso critico e la riflessione di un infante...)?

Mi sa che Ratzi ha ragione - a parte il perentorio ordine ed il tono arrogante con cui i suoi si sono rivolti alle istituzioni di uno Stato, quello Italiano, fino a prova contraria libero e sovrano (ma questo ultimamente va di moda, domandate a Condy Rice...). Coerenza vuole che se uno (politico o no) si proclama cattolico, poi lo sia al 100%, pigliandosi tutti i relativi dictat. Dalla moralità privata all'accettazione del dovere di ubbidienza e dell'infallibilità pontificia. E se tutto quel branco di "cattolici fai da te", di gente che "parla bene e razzola male" che popola il Parlamento fosse costretto a decidersi una buona volta se "con Ratzi o di testa propria", magari questo Paese farebbe un passo avanti...

postato da: DaisyTheCat alle ore 10:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:italiaaaaa
giovedì, 22 marzo 2007

Una esce di casa per andare in ufficio e si veste di conseguenza. Nello specifico:

1) Camicia bianca di taglio maschile, colletto semplice e polsi doppi ripiegati, portata un po' aperta su top canotta di microfibra bianca;
2) Pantalone nero con discreto motivo arabeggiante-damascato stampato su toni del bronzo-oro, vita medio-bassa, linea dritta, stretti sopra e larghi sotto;
3) giacca vintage anni '70 in nappa color miele, segnata in vita e moooooolto stile "Charlie's Angels-Starsky&Hutck";
4) BELLISSIME scarpe, ultimo acquisto in saldo, marroni con tacco 12 a zeppa stretta e plateau, punta tonda molto anni '40 e cinghiette sul collo del piede;
5) Secchiello Coccinelle brownette molto lineare a unico manico, con foulard color bronzo e fili d'oro legata al manico, collana lunga a doppio filo color bronzo, alle orecchie semplici cerchietti d'oro e alle mani solo la mia solita piccola fede.

La suddetta esce dall'ufficio, incontra un amico, e questo la prima cosa che dice è: "Oh, Daisy, che ti è successo? Sembri mia zia!"...

Ora...
Ok che ha 6 anni meno di me...
Ok che essendo un promoter musicale per lo più ci si incontra a concerti rock o in locali alternativi dove di norma indosso anfibi, jeans e borse etniche di tela...
Ok che essendo figlio di un militare americano, è improbabile che abbia il dono della diplomazia...
Però, posso dire una roba? MAX, MA VAFFAN'!!!

postato da: DaisyTheCat alle ore 18:03 | Permalink | commenti (7)
categoria:come butta
mercoledì, 21 marzo 2007

Reduce da una conferenza stampa sull'ennesima kermesse di piazza dedicata al cioccolato (e relativo, caloricissimo buffet a tema), ho appreso che:

1) Cioccolato, non cioccolata, perchè il femminile è solo per quella in tazza

2) Il burro di cacao è meglio dei grassi vegetali idrogenati perchè questi si sciolgono ad una temperatura di 40° gradi, mentre quello già a 30°. Ed essendo la temperatura corporea dell'essere umano di 37°, esso può essere assimilato facilmente dall'organismo, gli altri no. Ergo, mangiare cioccolata industriale solo in caso di febbre altissima...

3) Cioccolatino è parola da profani: per i cioccolatieri esistono praline, ganasce, tavolette più o meno ricoperte o aromatizzate. Quando le parole sono tutto...

4) Il mio palato non è stato progettato per i dolci. Due praline e mi assale una vaga nausea. Meno male che esiste il superfondente aromatizzato allo zenzero (anche se avrei preferito il fondente con tocchetti di zenzero candito...).

5) Mai, dico mai, accompagnare la degustazione di cioccolato con succo di pompelmo...

6) La Nutella dal punto di vista alimentare fa schifo. Ma questo, del resto, l'ho sempre sospettato. A me fa schifo comunque...

postato da: DaisyTheCat alle ore 12:34 | Permalink | commenti (8)
categoria:pappa